LA CELIACHIA

 

La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in:

VIETATO

Frumento (grano)
Farro
Orzo
Segale
Monococco
Grano khorasan (di solito Kamut®)
Spelta
Triticale
Farine, amidi, semole, semolini, creme e fiocchi dei cereali vietati
Primi piatti preparati con i cereali vietati (paste, paste ripiene, gnocchi di patate, gnocchi alla romana, pizzoccheri, crepes)
Pane e prodotti sostitutivi da forno, dolci e salati, preparati con i cereali vietati (pancarrè, pan grattato, focaccia, pizza,
piadine, panzerotti, grissini, crackers, fette biscottate, taralli, crostini,salatini, cracotte, biscotti, merendine, pasticcini, torte)
Germe di grano
Farine e derivati etnici:  bulgur (boulgour o burghul), couscous (da cereali vietati), cracked grano, frik, greis, greunkern,
seitan, tabulè
Crusca dei cereali vietati
Malto dei cereali vietati
Prodotti per prima colazione a base di cereali vietati (soffiati, in fiocchi, muesli, porridge)
vietato Polenta taragna (se la farina di grano saraceno è miscelata con farina di grano)

PERMESSO

Riso in chicchi
Mais (granoturco) in chicchi, cotto al vapore
Grano saraceno in chicchi
Amaranto in chicchi
Miglio in semi
Quinoa in semi
Sorgo in chicchi
Teff in chicchi
Tuberi (patata, patata dolce, patata messicana, manioca)
Avena (unicamente come ingrediente di prodotti <20ppm)

L’incidenza di questa intolleranza in Italia è stimata in 1 soggetto ogni 100 persone. I celiaci potenzialmente sarebbero quindi 600.000, ma ne sono stati diagnosticati ad oggi quasi 150.000. Ogni anno vengono effettuate 10.000 nuove diagnosi con un incremento annuo di circa il 10%.

LA CURA


Per curare la celiachia, attualmente, occorre escludere dal proprio regime alimentare alcuni degli alimenti più comuni, quali pane, pasta, biscotti e pizza, ma anche eliminare le più piccole tracce di glutine dal piatto. Questo implica un forte impegno di educazione alimentare. Infatti l’assunzione di glutine, anche in piccole quantità, può provocare diverse conseguenze più o meno gravi.


La dieta senza glutine, condotta con rigore, è l’unica terapia che attualmente garantisce al celiaco un perfetto stato di salute.

 

SENSIBILITA' AL GLUTINE

 

La gluten sensitivity (GS) o sensibilità al glutine non celiaca è un disturbo di recente caratterizzazione clinica, con una sintomatologia gastrointestinale aspecifica: (gonfiore, diarrea, digestione difficoltosa, dolore addominale), cui si possono associare talvolta, cefalea, dolori muscolari ed articolari, eczema, sonnolenza, difficoltà di concentrazione, stanchezza cronica, formicolii agli arti, depressione; tutti i soggetti con tale condizione beneficiano della dieta senza glutine, e ripresentano la sintomatologia ogni volta che il glutine viene reintrodotto.

Dal punto di vista anticorpale, i pazienti con GS sono sempre anti-transglutaminasi ed anti-endomisio negativi, ma spesso anti-gliadina positivi.

Il gruppo bolognese del Dr. Umberto Volta ha analizzato nel tempo il titolo degli anticorpi antigliadina convenzionali in una coorte di 44 pazienti con GS dopo l’avvio della dieta senza glutine. Lo studio ha evidenziato che a 6 mesi dall’avvio della dieta più del 90% dei soggetti negativizzano gli anticorpi anti-gliadina IgG, e ciò si può correlare al grado di adesione alla dieta. La scomparsa nel tempo degli anticorpi antigliadina IgG sottolinea in questi pazienti la positiva risposta clinica all’eliminazione del glutine.

 

DOVE SI TROVA IL GLUTINE?



La completa esclusione del glutine dalla dieta non è facile da realizzare: i cereali non permessi ai celiaci si ritrovano in numeorsi prodotti alimentari ed il rischio di contaminazione accidentale da glutine è spesso presente nei processi di lavorazione dell’industria alimentare. Per questo motivo, con l’obiettivo di informare pazienti e famiglie e semplificare l’accesso sicuro ai prodotti, l’AIC suddivide gli alimenti nelle tre categorie degli alimenti: «permessi», «a rischio» e «vietati». Tale suddivisione è stata effettuata considerando per ogni prodotto alimentare l’ingredientistica ed il processo di lavorazione, quindi la possibile contaminazione crociata da glutine.

La contaminazione dei prodotti naturalmente privi di glutine. Per poter avere dei prodotti idonei al consumo dei celiaci è necessario che le aziende produttrici applichino un corretto piano di controllo delle materie prime e del prodotto finito; inoltre occorre monitorare costantemente il processo produttivo, gli ambienti di lavoro, le attrezzature, gli impianti e formare  adeguatamente gli operatori.

Tutto questo diventa ancora più importante se si considera che possono verificarsi, durante le produzioni, pericolosi fenomeni di contaminazione crociata o ambientale da glutine. Così, estremizzando, può accadere (soprattutto per alcune categorie di prodotti come gli sfarinati) che da un ingrediente naturalmente privo di glutine si ottenga un prodotto finito (amidi, farine, fecole, ecc.) contaminato. Se, ad esempio, nel medesimo molino viene lavorato

anche del frumento o un altro cereale proibito, sussiste un forte rischio di contaminazione dei prodotti finiti, per presenza di glutine negli ambienti di lavoro e nei sistemi di trasporto utilizzati.

Per questo motivo alcune categorie di prodotti, anche se preparati o derivati con ingredienti naturalmente privi di glutine, sono considerate «a rischio».

Fonte Associazione Italiana Celiachia:   Sito AiC nazionale

 

LE ETICHETTE


E' stato pubblicato il decreto legge sulle etichette senza glutine; per l’esattezza il decreto legge riguarda l’Assistenza sanitaria integrativa per i prodotti alimentari destinati ai celiaci e modifiche al decreto 8 giugno 2001. Come previsto dal nuovo regolamento europeo, il 609/2013 UE, che è entrato in vigore in Italia il 20 luglio 2016, è stato quindi abrogato il precedente regolamento europeo, il 41/2009. Inoltre con il Regolamento n. 1155/2013 si va a chiarire le modalità con cui devono essere fornite le informazioni al consumatore riguardo l'assenza di glutine o il basso contenuto di glutine.

Il nuovo decreto è stato quindi integrato e consolidato, in relazione agli alimenti senza glutine per i celiaci e le persone intolleranti al glutine, per garantire sufficiente chiarezza per la dicitura senza glutine e con basso contenuto di glutine è stato inoltre pubblicato il regolamento di esecuzione 828/2014.

In etichetta:

  • la dicitura senza glutine è valida nel limite di <20 ppm (parti per milione) al di sotto di 20 mg/kg
  • con basso contenuto di glutine  il limite è di <100 ppm al di sotto di 100 mg/kg

 

EROGAZIONE PRODOTTI MUTUABILI



Al fine di garantire un'alimentazione equilibrata, ai soggetti affetti da celiachia è riconosciuto il diritto all'erogazione gratuita di prodotti dietoterapeutici senza glutine. Con decreto del Ministro della salute sono fissati i limiti massimi di spesa. Il servizio offerto dal non prevede ne la spedizione dei prodotti ne il pagamento al momento dell'ordine.

 

LA NORMATIVA

 

La celiachia è inserita nell’elenco delle malattie rare: questo status riconosce a chi ne è affetto alcuni diritti importanti, che sono descritti nel D.M. 279 del 18-05-2001. Fra questi, è assicurata l’erogazione in regime di esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni finalizzate alla diagnosi sia del soggetto con sospetto di celiachia che per i familiari dell’assistito. Inoltre, tutti i prodotti compresi nel Registro Nazionale degli Alimenti Senza Glutine sono erogati gratuitamente dal SSN.

I prodotti alimentari per le persone intolleranti al glutine si riconoscono dalla presenza di marchi adhoc che le aziende sono autorizzate ad apporre sulle confezioni qualora soddisfino tutte le condizioni richieste dal Regolamento CE 41/2009. I marchi più frequentemente riportati sono una spiga barrata, marchio registrato dall’AIC (Associazione Italiana Celiachia) e il bollino verde “Alimento senza glutine” del Ministero della Salute. I prontuari compilati dall’AIC e dal Ministero della Salute sono elenchi aggiornati costantemente dei prodotti in commercio compatibili con la dieta di un soggetto celiaco. 

A seguito della diagnosi del medico specialista, il celiaco ha diritto ai prodotti dietetici senza glutine, indispensabili per la sua dieta, rigorosa ed irreversibile. Può, quindi, ritirare prodotti nelle farmacie, pubbliche e private, nella GDO (supermercati) e negozi specializzati, fino al raggiungimento di un tetto di spesa mensile, fissato oggi dal decreto del 04/05/06, secondo quanto segue:

 

Fascia d’età

Tetto mensile Maschi

Tetto mensile Femmine

6 mesi - 1 anno Euro 45,00 Euro 45,00
fino a 3,5 anni Euro 62,00 Euro 62,00
fino a 10 anni Euro 94,00   Euro 94,00
età adulta Euro 140,00 Euro 99,00
     



I tetti di spesa effettivamente riconosciuti, così come la tipologia dei punti vendita in cui sono disponibili i prodotti senza glutine distribuiti in regime di erogazione gratuita, possono essere differenti a seconda della regione di residenza e della Asl di appartenenza. Pertanto, ogni dettagliata informazione deve essere richiesta all’AIC della regione di residenza.


Sebbene sia evidente che oggi la celiachia non può che essere inserita nell’elenco delle malattie che la legge definisce croniche, allo stato attuale la patologia, come la variante della dermatite erpetiforme, resta inserita nell’elenco delle malattie rare. Fra i diritti riconosciuti a quanti sono affetti dalle patologie inserite nell’elenco delle malattie rare, il D.M. 279 del 18-05-2001, prevede l’esenzione per il sospetto diagnostico e per il percorso di diagnosi dei parenti. Per quanto altro previsto dal D.M. 279, clicca qui.

Anche in questo caso, la piena applicazione della norma dipende da regione a regione ed ogni specifico dettaglio potrà essere fornito dalle AIC Regionali:

 

AiC Valle d'Aosta e Piemonte AiC Lombardia AiC Veneto AiC Trentino AiC Alto Adige
AiC Friuli Venezia Giulia AiC Emilia Romagna AiC Liguria AiC Toscana AiC Umbria
AiC Abruzzo AiC Lazio AiC Marche AiC Molise AiC Campania
AiC Basilicata AiC Puglia AiC Calabria AiC Sicilia AiC Sardegna

 

Fonte Associazione Italiana Celiachia:   Sito AiC nazionale

IL PRONTUARIO


I prodotti senza glutine erogabili dal SSN e acquistabili dai celiaci certificati tramite il buono ASL devono essere sempre iscritti nell'ELENCO degli alimenti erogabili.

SEZIONE A - ELENCO IN ORDINE ALFABETICO PER PRODOTTO

SEZIONE B - ELENCO IN ORDINE ALFABETICO PER IMPRESA

 

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